Chi è la D.ssa Adalgisa Turrisi

MUSICOTERAPIA ... ACCOMPAGNARE LE PERSONE A METTERE IN ATTO SE' STESSE
Tempo fa qualcuno per gioco mi definì “fatta di musica”. Oggi quelle parole me le sento quanto mai addosso e mi piace pensarmi e definirmi agli altri come una “persona di musica”. Il tempo mi ha mostrato e poi insegnato che la Musica è una sorta di Grande Madre, un nutrimento che giova a tutti e soprattutto che appartiene a chiunque...tutti siamo fatti di suono, di ritmo, di armonia. Spesso lo dimentichiamo e cerchiamo la Musica fuori di noi: negli oggetti, nelle situazioni o in quelle che vediamo come prospettive irraggiungibili... “la musica è per chi la sa fare!”... Diversi anni fa lessi un libro di Alfred Tomatis in cui era scritto che l'essere umano è suono e non lo sa...o lo ha dimenticato. Da allora ho iniziato un viaggio a ritroso che mi ha portato a comprendere quanto, come, cosa la musica può significare per me e per le relazioni che ho intessuto con tutte le persone incontrate sulla mia strada. Ad un certo punto della mia vita ho provato a indagare come il linguaggio musicale potesse essere uno strumento di relazione e di espressione con le persone che per motivi diversi si trovano in difficoltà: si è aperto un universo di umanità denso di emozioni, esperienze, contatti profondi. Negli ultimi anni ho dedicato particolare attenzione ai bambini: a quelli molto piccoli e alle loro mamme, ai bambini un po' più grandi colpiti da sindromi svantaggianti. Come la musica diventi un formidabile facilitatore della comunicazione e dell'espressione mi sorprende sempre, ogni volta come se fosse la prima. Dalle esperienze con questi bambini imparo che in ognuno di loro c'è uno spazio, uno spiraglio da cui entrare e scoprire una ricchezza enorme di sentimenti, emozioni contrastanti, desideri. Insomma c'è una enorme umanità che li rende Persone come tutti... Ma è difficile. A volte è difficile per loro dare una organizzazione a tutta questa umanità che sta lì, più o meno shakerata e che difficilmente riesce ad incanalarsi verso quello spiraglio. Quelli come me, quelli che credono nelle potenzialità dell'essere umano, quelli che credono nella innata capacità di autorealizzazione di ognuno, quelli che pensano che non ci siano degli standard “normali” (orribile parola!) cui tutti debbano mirare...ecco quelli lavorano per facilitare la via verso lo spiraglio...E' una sorta di arte maieutica di segni vitali. I miei personali strumenti sono quelli offerti dalla Musica. Questo è un lavoro che ha ancora più senso se messo in rete con le altre figure che si occupano di questi bambini a cominciare dalle maestre di scuola.
Proprio la scuola è l'ambiente in cui l'individuo in età evolutiva ha la possibilità di sperimentare la multidimensionalità del suo essere Persona: gli aspetti motori e psicomotori, comunicativi, cognitivi, affettivi e sociali sono potenzialmente pronti per essere provati. La legge 517 del 4/8/1977 è stata una vera rivoluzione in ambito scolastico poichè consentiva all'alunno di diventare soggetto attivo dell'educazione e riconosceva ogni alunno, disabile e non, come portatore di bisogni specifici di cui la scuola doveva farsi carico; inoltre ha reso “obbligatori ed interdipendenti” i processi programmatici e valutativi proponendo la necessità di interventi individualizzati per gli alunni disabili. Insomma la legge stabilisce che l'obbligo scolastico degli alunni disabili si adempia nelle classi comuni nelle quali siano assicurati la necessaria integrazione specialistica, il servizio socio-psicopedagogico e forme particolari di sostegno. Ancor più ha fatto la legge 104 del 1992 che sostiene e regola la necessità di garantire sempre il diritto all'educazione e all'istruzione di ogni ordine e grado per le persone disabili. Le leggi specifiche sono quindi chiare e precise anche riguardo a tutta una serie di obblighi cui si deve adempiere per garantire il diritto all'educazione. La Diagnosi Funzionale con cui l'allievo disabile giunge a scuola rappresenta la base su cui sarà elaborato il Profilo Dinamico Funzionale e poi il Piano Educativo Individualizzato. Questi strumenti dovrebbero garantire e supportare il processo formativo ed integrativo dell'alunno. Soprattutto, e la terminologia ce lo ricorda, essi hanno come obiettivo la ricognizione di ogni risorsa del soggetto che, per quanto minima e residuale, rappresenta il punto di forza su cui far leva. Già nella Diagnosi Funzionale elaborata da specialisti si avvia la ricerca del potenziale nascosto del soggetto che si intravede e si intuisce essere in attesa di emergere affinché egli possa disporne in maniera sempre più consapevole e matura. Il PEI, elaborato successivamente, dovrebbe avere lo scopo di individuare con sempre maggior precisione quella che Vigotskij chiamava “l'area potenziale di sviluppo” ovvero la zona prossimale di intervento che si colloca tra quello che l'alunno sa fare o sta imparando a fare oggi con gli aiuti deputati e ciò che potrebbe saper fare domani autonomamente SE diventa protagonista di un progetto formativo plasmato sulle sue caratteristiche, le sue risorse e i suoi bisogni. E' in questa prospettiva che ha senso un'osservazione sistemica del soggetto, una ricerca condivisa da operatori specifici differenti che lavorano in un'unica direzione: il progetto-persona, ovvero contribuire alla realizzazione della persona a partire dalla valorizzazione di quello che già c'è... dalla risorse presenti che comunque rappresentano una ricchezza iniziale. Questa non è certo la sede per aprire polemiche sulla situazione della scuola nel nostro paese. Sono madre e quindi vedo e vivo le realtà scolastiche anche come utente. Vedo anche che sono le persone che fanno le istituzioni e che dunque ci sono tante realtà efficaci perché tante persone lavorano con coscienza, competenza e dedizione. Credo profondamente che siano proprio queste caratteristiche tipicamente umane che ci garantiranno un futuro. Le leggi sono necessarie per regolare la vita sociale, ne abbiamo bisogno e la loro applicazione e il rispetto hanno a che fare prima di tutto con la nostra coscienza. Quando guardo negli occhi uno di quei bambini cui è negata la possibilità di esprimersi come tutti i suoi coetanei, colgo un'attesa... la lunga attesa di qualcuno o qualcosa che offra una via altra che gli consenta di dire “io sono qui, ora, io sono quello che sono...”. Quando guardo quegli occhi sono felice di essere una persona di musica perché in Musicoterapia non esiste la normalizzazione delle persone... esiste accompagnare una persona nel mettere in atto sé stessa.
 
IL MIO CURRICULUM VITAE
L'attività di musicista
Ho studiato e mi sono diplomata in arpa con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica “S.Cecilia” di Roma; ho conseguito inoltre, con la stessa votazione, il Diploma del Corso Triennale di Perfezionamento in Arpa presso l’Accademia Nazionale di S.Cecilia di Roma, sotto la guida del M° Elena Zaniboni.
Ho svolto un’intensa attività concertistica; tra gli altri, in collaborazione con il Coro della Filarmonica Romana e con i Virtuosi di S. Cecilia, per la celebrazione del 70° compleanno di S.S. Giovanni Paolo II e, da solista, per S.M. Elisabetta II durante una visita ufficiale in Italia.
Ho collaborato con l’Orchestra Roma Symphonia, con l’Orchestra Internazionale d’Italia, con l''Ente Teatro Lirico di Cagliari, con l''Orchestra Giovanile dell''Accademia Nazionale di S.Cecilia, con l’Orchestra Città di Grosseto, con il complesso “Romabarocca Ensemble”. Come solista ho suonato per alcune tra le più importanti Associazioni e società di concerti italiane (Roma, Catania, Grosseto, Arezzo, Cortina d’Ampezzo, Campobasso, Sulmona, Genova, ecc.) ed estere (Praga, Varsavia, Cracovia, Budapest, Bucarest, Seoul, Trondheim, ecc.), per RAI 1, RAI Radio 3 e Radio Vaticana.
Nel 1990 ho rappresentato l’Italia al “IVth World Harp Congress” tenutosi a Parigi e nel 1991 ho vinto il I° premio assoluto con diploma e medaglia d’oro al 5° Concorso Nazionale “G.B.Pergolesi” di Napoli. In duo con S. Cogolo ho inciso “Incantations”, che raccoglie opere per flauto ed arpa composte appositamente da giovani compositori italiani; successivamente ho inciso “Al Muhda ilayy”, vincitore del premio IMAIE 2008, come ospite del flautista C. Giallanza.  Ho collaborato, tra gli altri, con il M° J. Hirota (Festival del Mediterraneo ed 2008) e con il M° T. Endo (Teatro G. Modena – Genova, Teatro Comunale – Enna 2010), nonchè con i Maestri Giorgio Albertazzi ed Arnoldo Foà.
 
L'attività didattica
Parallelamente all’attività concertistica ho sviluppato competenze in didattica della musica frequentando corsi di formazione in Metodologia Orff e Gordon (numerosi seminari e corso residenziale ad Assisi 2004); ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento dell’educazione musicale; sono operatore certificato e formatore della rete nazionale Musica in Culla e come tale ho partecipato al progetto internazionale Note di Pace edizione 2008. Sono stata docente di Arpa presso l’Istituto Comunale di Musica di Grosseto dal 1997 al 2005, e presso la Scuola popolare di Musica di Donna Olimpia fino al 2013. Dal 2013 sono docente dei corsi preaccademici e amatoriali di Arpa presso l'Accademia Musicale di Roma Capitale. 
 
L'attività di Musicoterapeuta
Mi sono formata presso la Scuola di formazione triennale Fo.Ri.fo. di Roma. Nell’ambito musicoterapico ho collaborato: con la RSA Corviale di Roma, con la Cooperativa sociale Futura di Roma, con l’Ass. cult. A. Corelli di Roma, con l’Ass. Performing Arts di Bologna, con la scuola elementare Quinqueremi di Roma, con il Cdh e CNIS della regione Molise. Come musicoterapeuta sono specializzata nell'aiuto alle persone disabili, in particolare nell'età evolutiva, ed ho avviato progetti sperimentali in istituti scolastici e strutture pubbliche e private sul territorio di Roma e Fiumicino.
Sono Counselor diplomato presso l'ASPIC, e specializzato in art-counseling svolgendo attività sia privatamente che presso strutture pubbliche. Dal 2013 sono Responsabile dei Laboratori di Musicaterapia presso l'Accademia Musicale di Roma Capitale.
 
 
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"stimo immensamente l''arpista F.A.Turrisi sia per la sua ottima preparazione tecnica che per le sue alte doti musicali" (F. Mannino)
"la Turrisi è dotata di una tecnica eccellente e sa trarre dagli strumenti suoni davvero coinvolgenti" (Vivacatania)
"Ricchezza, ricercatezza e difficoltà del programma hanno fatto emergere le eccezionali doti di versatilità dell''artista [..] alternando momenti di intensa liricità a momenti di vivace esaltazione emotiva" (Rivista Italiana di Praga)